È buona educazione presentarsi quando non ci si conosce e, se sei qui, è perché vuoi che ci conosciamo! Ti racconto un po’ la mia storia; chissà che un giorno tu possa raccontarmi la tua.

Come avrai potuto notare, non ho un nome tipicamente italiano. Sono nato in una “piccola” città del Brasile, Teofilo Otoni (più di centomila abitanti), il 2 Marzo 1995. Di quel che avvenne da quel giorno fino all’anno 2000 non posso raccontarti quasi nulla in quanto sono stato lasciato quando avevo poco più di due anni in un orfanotrofio. Nel 2000, appunto, fui adottato, non da una famiglia italiana, come sarebbe comprensibile che tu pensassi, ma da una coppia di argentini che viveva in Italia già dagli anni ’80. Appena adottato mi trasferii a Milano dove feci l’ultimo anno di asilo e le elementari. All’inizio la mia integrazione presentò qualche difficoltà, ma per un motivo molto semplice: da una parte dovevo imparare l’italiano, dall’altra i miei mi insegnavano lo spagnolo. Ma mi adattai velocemente lasciando indietro solo la lingua con cui son nato, ovvero il portoghese. Nel 2007 i miei genitori, entrambi professori, decisero di allontanarsi da Milano, stanchi del caos, dell’inquinamento e dello stress della città. Ci spostammo quindi a Tradate, in Provincia di Varese, dove ancora oggi vivo con la mia famiglia. Qui ho frequentato le scuole medie ed il liceo economico-sociale. Ora sono studente presso l’Università Statale di Milano di Scienze Internazionali e Istituzioni Europee.

Sono sempre stato estremamente appassionato di arte e della cultura più in generale. La mia prima passione, che ancora oggi mi accompagna; la musica. Ho studiato chitarra classica per tre anni quando ero bambino, passando poi allo studio del basso elettrico, strumento al quale ho dedicato dieci anni di studio e che ancora oggi suono in alcuni gruppi. Avendo una madre che un tempo fu pianista, oggi docente al Liceo, ho avuto modo di conoscere abbastanza seriamente anche il pianoforte. Mio padre invece mi ha segnato il ritmo, essendo lui un percussionista tra tante altre cose (laureato in architettura e oggi insegnate di spagnolo). Un’altra grande passione è stata il teatro. Iniziato il Liceo ho seguito corsi di teatro per cinque anni e partecipato ad un paio di spettacoli con la compagnia teatrale Elidan anche fuori regione, al teatro Cuminetti di Trento e al Teatro della Tosse di Genova. Ultima cronologicamente, ma non per importanza, la passione per la scrittura. In realtà, ho sempre scritto, ma possiamo dire che ho iniziato a dare una vera e propria forma ai miei scritti quando nel 2016 ho iniziato a scrivere per il giornale online Elzevirus, in particolare per le sezioni Cantautorato Italiani e Attualità. Al di là dell’arte, ho sempre avuto, forse un po’ per la mia biografia o forse per altro, un viscerale interesse per il sociale e per la politica. Faccio parte di associazioni di volontariato dal 2013; in particolare sono volontario soccorritore dal 2015. Per quanto riguarda la politica, che dire, non ho di certo aspettato ad attivarmi. Cresciuto in una casa dove argomenti come attualità e politica sono all’ordine del giorno, sono stato Rappresentante d’istituto degli studenti del mio Liceo per tre anni consecutivi, esperienza che mi ha dato moltissimo sia per quanto concerne il conoscimento di molte dinamiche che caratterizzano il sistema istruttorio italiano, sia per le relazioni che ho potuto avere attraverso l’organizzazione di decine di assemblee d’istituto (tra i tanti, ho conosciuto Moni Ovadia, Vera Jarach, Simona Artzori).

Sempre al Liceo ho creato un collettivo, all’epoca Collettivo Marie Curie, nel quale con un gruppo di ragazzi ho portato avanti lotte su molte tematiche e un progetto di informazione e auto-informazione che abbiamo cercato di far valere nella realtà scolastica. Sebbene sia sempre stato corteggiato da molti partiti, pur venendo ideologicamente dalla sinistra (quella vera), ho trovato la mia dimensione politica in cui militare solo con l’arrivo del Movimento 5 Stelle, movimento che mi ha attratto verso di sé sia per gli argomenti che porta avanti sia per la nuova idea di politica che propone. Oggi rappresenta per me la sola e unica soluzione per portare l’Italia, Paese umiliato da 30 anni di politiche sociali ed economiche scellerate, a risorgere. Questa convinzione diventa sempre più solida ogni volta che giro per i Paesi del mondo (il viaggio, un’altra mia passione ma anche necessità avendo la famiglia sparsa per il globo). Che altro? Adoro i cani, ne ho uno, Nerina e mi piace moltissimo la gazzosa. Ecco, forse ho detto troppe cose, ma ci tenevo a dirti il più possibile di me.

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